Le guerre di Mario Rigoni Stern. Trauma, racconto, guarigione

Perugia, Morlacchi editore, 2022 (252 p.)

Con grande piacere condivido con i miei lettori la mia nuova monografia. Mario Rigoni Stern (Asiago 1921-2008) è un autore del Novecento letterario italiano. Il suo libro più noto, Il sergente nella neve (1953), racconta la vicenda autobiografica della ritirata di Russia, cui lo scrittore prese parte nell’inverno del 1943 come sergente maggiore degli alpini. L’esperienza di guerra di Rigoni Stern, tuttavia, non si limita a questo episodio, bensì include anche le campagne militari di Francia del 1940 e di Grecia del 1940-1941, nonché l’internamento militare nei Lager nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Queste esperienze si incisero nella memoria di Rigoni Stern come un trauma che lo scrittore continuò a rielaborare per tutta la vita, in romanzi e racconti.

In questo volume viene analizzato per la prima volta in modo sistematico questo aspetto specifico della narrativa di Rigoni Stern attraverso l’integrazione dell’analisi testuale critica con le teorie del trauma e del suo superamento elaborate nel campo delle scienze cognitive. Il trauma di guerra viene studiato nella sua dimensione autobiografica e in quella storico-narrativa, come esperienza vissuta dall’autore in prima persona e dai civili, soprattutto quelli che abitavano ad Asiago durante la Grande Guerra, fra cui la famiglia dello scrittore. Il trauma di guerra emerge così dalla lettura critica come una forma di alienazione psicologica causata dal dolore, della violenza e dall’odio che si sintetizzano nell’esperienza della “perdita della natura”. Nella prima parte del volume, la lettura dei testi pone in luce il lessico del trauma, le ricorrenze e le variazioni filologiche degli episodi narrati e la loro trasformazione nel corso del tempo, attraverso la riscrittura in diverse opere pubblicate da Rigoni Stern tra 1953 e il 2006. Nella seconda parte viene analizzato il racconto del superamento del trauma attraverso la scrittura, il lavoro e la riconciliazione con la natura, sia nell’esperienza individuale e autobiografica che in quella storico-culturale – e corale – dei civili che ritornarono nel 1919 sull’altipiano di Asiago. L’analisi testuale include lo studio del lessico e delle forme narrative, delle ricorrenze e variazioni filologiche degli episodi e dei pattern narrativi. La scrittura di Rigoni Stern viene quindi interpretata come un’attività “riparatrice” che riconfigura la memoria traumatica in un disegno in cui i temi della rinascita, della ricostruzione, dell’amicizia e della compensazione etica operano come principi taumaturgici. In chiusura di questa parte viene anche analizzato l’apparato di metafore e archetipi con cui lo scrittore rappresenta la dialettica fra trauma e guarigione: caduta e rinascita, perdita della natura, fertilizzazione, il viaggio nell’oltretomba, la lotta col mostro, la metamorfosi, l’oscurità e il ritorno alla luce sono altrettante immagini archetipiche dell’immaginario letterario di Rigoni Stern, per il quale l’esperienza traumatica include già in sé i semi per la guarigione, in una visione olistica della vita come un processo infinito di morte e rinascita di tutte le cose, governato dall’armonia.

Acquista il libro dal sito della casa editrice o su tutti i siti di e-commerce librario.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.